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Diagnosi precoce, le parole per dirlo

Settembre 21, 2012

tonik, unsplash

Al rientro dalla passeggiata mattutina, come ogni giorno, Giovanni apre la cassetta e prende la posta. Mentre sale le scale, lentamente comincia a smistarla.
Pubblicità, estratto conto, bolletta della luce. Ancora pubblicità. E questa?

L’Azienda Sanitaria Locale di …, in collaborazione con i Medici di Famiglia aderenti al progetto e dei Farmacisti del suo Comune (1), ha organizzato un programma di diagnosi precoce per la prevenzione del tumore dell’intestino (screening del tumore del colon retto).
Potrà trovare informazioni dettagliate sulla diffusione e sulla prevenzione di questa malattia nel pieghevole allegato. (2)

“Non ci penso nemmeno: io sto benone”. Appallottola e via, nel cestino. Non finisce neppure di leggere. Eppure, l’invito è sensato: a volte questa malattia si presenta senza sintomi. Quando si fa notare è già passato tempo prezioso per poterne contenere l’evoluzione: un’occasione persa, insomma. Come le parole successive, che Giovanni, appunto, si è perso.

La invitiamo a partecipare a questo programma di screening eseguendo il test di controllo che svela la presenza di sangue non visibile a occhio nudo nelle feci ed aiuta così ad identificare precocemente la presenza di tumori intestinali. (3)

L’esame è facile davvero: basta

[…] ritirare il materiale necessario presso una Farmacia del suo Comune di residenza nel mese di …..
Quando riconsegnerà la provetta del test in Farmacia è necessario portare anche questa lettera con il consenso scritto da compilare e firmare.
L’esame è gratuito e non è necessaria la richiesta del suo Medico. Se desidera avere ulteriori informazioni e/o chiarimenti sul test e sul programma di screening può telefonare al numero …-… dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15.00
Telefoni al numero …-… (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15.00) se:
• ha eseguito recentemente una colonscopia o l’esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci; 
• è attualmente in cura o lo è stata/o per un tumore intestinale;
• soffre o ha sofferto di una malattia intestinale. (4)

Insomma, se Giovanni si vuole bene, dovrebbe proprio accettare l’invito.
Peccato, quel gesto verso il cestino.
Comunque, per l’inconscio di Giovanni, un’ultima rassicurazione:

se non si presenterà all’appuntamento proposto riceverà un nuovo invito entro sei mesi.(5)

Possiamo immaginare un esito diverso?

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Commento

Cinque trappole per questa lettera: un approccio autoreferenziale, un invito alla distrazione, una presupposizione linguistica, una struttura non adeguata all’obiettivo (motivare) né al lettore (e alle sue paure), una conclusione incoerente con tutto l’impianto. Vediamoli nel dettaglio: le prime due qui, le altre nelle note a seguire.

(1)  Approccio autoreferenziale. La lettera perde subito una grande occasione: orientarsi al lettore per coinvolgerlo. La sfilata di autorità all’inizio della lettera, anziché creare fiducia e proporsi come interlocutore affidabile, crea distacco e diffidenza nel lettore. Sarebbe stato più efficace descrivere subito i vantaggi che sottoporsi allo screening offre anche quando non si hanno sintomi e quanto sia semplice effettuare l’esame.

(2)  Distrazione. La lettera non motiva il lettore e non ne cattura l’attenzione. Al contrario: il primo invito lo porta addirittura fuori dal testo, verso il pieghevole inviato con la lettera. Un po’ come un link su “gratis” nella prima riga di una pagina web. Solo il lettore già ben motivato tornerà a leggere ciò che l’Asl gli sta scrivendo. Gli altri si perderanno.

(3)  Presupposizione. L’invito è sincero: abbiamo organizzato quest’iniziativa per te; partecipa. Ma un esame che “svela la presenza di sangue” implicitamente presuppone che il sangue ci sia. Un pugno nello stomaco. Una presupposizione che passa sotto il livello di coscienza del lettore, evoca pensieri nefasti e provoca un’inevitabile chiusura.

(4)  Struttura inadeguata. La lettera fornisce tutte le informazioni per effettuare l’esame. È completa e accurata. Peccato che trascuri i modi, i toni, gli aspetti non verbali della comunicazione. Offre molte informazioni in modo poco organico: troppe per una mente (e un cuore) che stanno già facendo resistenza con tutti i pregiudizi possibili: ritirare la provetta, riconsegnarla, firmare e consegnare il consenso, chiamare per informazioni, chiamare sempre se… Certo, ne va della salute del lettore. Ma se l’obiettivo è motivarlo, invitarlo, e fare in modo che accetti l’invito, è utile tener conto dei suoi pregiudizi e delle sue paure, e strutturare il messaggio in modo più semplice. Su misura per lui.

(5)  Incoerenza. Anche la chiusura perde un’occasione: quella di ribadire la validità dell’invito e i vantaggi che accettarlo porta. Anziché orientare il lettore a fare la scelta giusta, gli si garantisce una nuova chiamata, rendendo così meno incisivo tutto l’invito: se mi richiami, non sarà tanto urgente. E spingendo il lettore a dirsi: ci penserò domani. Conoscenza dei polli o coda di paglia?

Ho scritto questo post per la palestradellascrittura.it.

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