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Come scrivere una relazione sociale efficace

Novembre 2, 2021

Gli appunti: materiale prezioso scrivere una relazione sociale completa e puntuale.

Sei alla conclusione del tuo lavoro di indagine: hai realizzato o stai concludendo il tuo percorso, rispettando tutte le fasi metodologiche previste e ora ti appresti a scrivere la tua relazione sociale. E improvvisamente ti sembra di camminare sulle sabbie mobili.

Naturalmente, non esiste un unico modello di relazione sociale: come ogni testo, anche le relazioni, infatti, risentono del destinatario a cui sono indirizzate, del motivo per cui vengono scritte e del loro scopo. Immagina di scrivere al responsabile del Servizio sociale di un Comune o a un giudice tutelare: il testo cambia nei suoi contenuti, nelle sue finalità e forse cambia anche il grado di comfort con cui tu lo scrivi. Oppure immagina di dover descrivere una situazione familiare oppure di dover semplicemente aggiornare i tuoi referenti circa l’andamento di un tuo intervento: stesso “prodotto” – la relazione – diversa esperienza di scrittura.

Qualunque sia il tipo di relazione che ti trovi a scrivere, esistono però alcune dritte che valgono per tutte e che puoi tenere a mente.

Scrivi chiaro e accessibile

In comunicazione efficace vige il principio di trasparenza, fa’ che il tuo testo sia facile da leggere: parole scritte bene, frasi scritte bene, periodi scritti bene. Ogni testo è frutto di un pensiero articolato, rendilo accessibile a chi legge, indipendentemente dal suo ruolo e dalle sue conoscenze.

Fai ordine

Primo passo per scrivere chiaro: mettere in ordine di importanza gli argomenti che intendi trattare. Riconosci i temi chiave, le informazioni secondarie e quelle a corollario o complementari, e costruisci il tuo testo sulla base della loro rilevanza. Per chi legge, non per te che scrivi!

Cura gli appunti

Gli appunti che prendi ogni giorno, in ogni fase del tuo lavoro, si rivelano materiale preziosissimo quando è il momento di tirare le somme. Registrazioni, note scritte, schemi: scegli il metodo che ti è più congeniale, ma resisti alla tentazione di soprassedere, per poco tempo o per qualunque altra ragione. Scrivere con efficacia ha le sue regole e i suoi tempi; quello che dedichi alle fasi preliminari, quindi anche a prendere e a riordinare appunti, si rivelerà presto un ottimo investimento. E lo farà SEMPRE.

Organizza i contenuti

Per scrivere una relazione facile da leggere, facile da capire, coesa e fluida, può esserti utile organizzare i contenuti in paragrafi auto consistenti, preceduti da un breve titolo, in grassetto:

  • Scopo della relazione e contesto
  • Descrizione della situazione
  • Descrizione dell’indagine
  • Valutazione e proposta di intervento.

Naturalmente, poiché si tratta di un documento formale, andrà redatta su carta intestata, con tutti i necessari elementi: luogo, data, protocollo. Lo stile, fluido, garbato, professionale ma non pomposo né burocratico e artefatto, nemmeno se stai scrivendo a un giudice.

Facciamo un esempio concreto: ti propongo la relazione originale che un’assistente sociale scrive al giudice tutelare per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno, e di seguito la sua riscrittura. Il testo è autentico, ma i nomi e i dati anagrafici delle persone che vi sono citate sono di fantasia, per evitarne il riconoscimento.

Come vedi, gli elementi che costituiscono la storia di Mario Rossi ci sono tutti, la loro esposizione non è la migliore possibile. I dati sono snocciolati secondo il criterio cronologico, ma in modo disordinato. Proviamo a riscriverla, con ordine.

Come vedi, le informazioni contenute nella riscrittura sono le stesse dell’originale. L’unica cosa che cambia è l’ordine di esposizione che segue uno schema maggiormente coeso: caro giudice, ti dico chi sono (e implicitamente perché sono titolata a scriverti), ti dico perché ti scrivo, ti descrivo la situazione e ti fornisco tutti i dettagli che ti servono per decidere, che non puoi vedere da lì, ma io sì. E così facendo non ho più bisogno di nascondermi dietro costrutti vecchi, pomposi e un po’ vuoti come la deissi, tanto cara al burocratese. Non “lo scrivente servizio”, ma “io” o al limite “noi”: persone, esseri umani, che scrivono ad altri esseri umani. H2H, human to human.

Risultato: una comunicazione facile da leggere e da capire, che rende giustizia alla situazione e alla professionalità di chi scrive, e che agevola il lavoro di chi legge.

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