Come scrivere un articolo di giornale

Scritto il 6 Gennaio 2014

Ho recentemente tenuto un laboratorio di scrittura giornalistica in un liceo di Cremona, il Manin: una serie di appuntamenti  sulle tecniche più efficaci per comporre un articolo, che serva per il notiziario scolastico o per l’esame di maturità. O anche solo perché è divertente esplorare diversi tipi e stili di scrittura.
Certamente, scrivere un articolo è solo l’ultimo passaggio di un lavoro molto approfondito. Ecco i consigli della formica e un esercizio fatto dai ragazzi.

1. La notizia innanzitutto. Sembra banale ma non lo è. I più dotati le fiutano da lontano, ma anche loro sanno che non potrebbero scrivere nulla senza buone fonti. Quindi, studiale bene. Se stai facendo una simulazione, studia il materiale a disposizione; se devi scrivere un articolo per il notiziario di istituto, recupera materiale, intervista e fai foto. Poi valuta quali sono le cose più importanti fra quello che hai a disposizione e scopri i nessi. (Nelle simulazioni scolastiche, spesso le fonti si contraddicono fra loro, altre invece si rafforzano. Scopri come si relazionano fra loro e come si incastrano).

2. Pensa al lettore. Pensa a lui con rispetto e non dare nulla per scontato. Che tipo è? Cosa gli interessa? Quanti anni ha? Cosa gli piace sapere? Perché dovrebbe ascoltare la storia che hai da raccontargli? È un lettore specializzato o generalista? Queste domande ti aiuteranno a scegliere lo stile più adatto per dare la notizia.

3. Fai cluster e scaletta. «La prima stesura la devi buttare giù col cuore e poi la riscrivi con la testa. Il concetto chiave dello scrivere è scrivere, non è pensare. Pesta su quei tasti per la miseria!» (William Forrester)
Libera la creatività e prepara il tuo cluster: segna su un foglio tutte le idee che ti vengono in mente, senza nessuna censura. Le cose inutili le toglierai più avanti. Fa’ un bel respiro e appuntati tutto quello che ti viene in mente, come si fa con il brainstorming. Poi da’ un ordine di importanza alle cose che vuoi raccontare e ai brani (o alle persone) che vuoi citare. Con la regola delle 5W. Sì lo so, non è una novità! Però è una regola che funziona, quindi, fidati: per scrivere bene una notizia, rispondi alle domande chiave Who: chi? What: cosa? When: quando? Where: dove? Why: perché? Il tuo lavoro di giornalista comincia dalla ricerca di questi particolari che sono il cuore della notizia e che vanno inseriti in attacco (detto anche lead). E se non hai visto il film Scoprendo Forrester, corri ai ripari. Ora.

You never have a second chance to make a first impression.

4. L’attacco. Non hai una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Un attacco è come un sms a una fidanzata o a un fidanzato, deve dire molto in poco spazio. Usa molta cura nello scrivere il lead: è un concentrato di informazione in poche righe. Ci sono diversi modi per farlo e con l’esercizio ciascuno trova il proprio. Ricordati però che nell’attacco, cioè nel primo paragrafo di un articolo, devono essere contenuti gli elementi principali della notizia. Cura la sintesi: elimina ogni parola superflua finché non ottieni poche righe essenziali ma coinvolgenti, non piatte né sciatte. Scritto l’attacco, vai a capo. E qui comincia il lavoro vero e proprio sul corpo dell’articolo.

5. Ora il corpo. Dopo aver conquistato l’attenzione del lettore, costruisci il testo seguendo le indicazione appuntate nel cluster. Inizialmente lascia scorrere la mano senza preoccuparti di correttezza formale, sintattica o ortografica. Scrivi e basta. Solo quando avrai finito, dopo un momento per riossigenarti, riprendi in mano il pezzo e controlla da capo: i blocchetti logici filano? Ci sono salti? Manca qualcosa? L’ortografia? Cura ogni minimo dettaglio.

6.Poi la fine. È il momento del congedo, dei saluti; se qualcuno ha letto quel che hai scritto fino in fondo vuol dire che l’ha apprezzato. Perciò cura con particolare attenzione l’ultimo paragrafo, con una frase di senso compiuto e degna di nota. È l’idea di te che il tuo lettore terrà con sé, in attesa del prossimo pezzo.

E una cosa, soprattutto: divertiti!