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Giornalisti in azione

Marzo 14, 2014

Chi, cosa, dove, quando, perché (e come): le 5W del giornalista. Di questo parliamo nei primi incontri in un lavoratorio di scrittura gionalistica che ho recentemente tenuto agli studenti del liceo classico “Manin” di Cremona. E , dopo le principali strategie per scrivere un articolo di giornale, ora, testa china,  giù a scrivere! Alessia, Enrico, Filippo, Giulia e Silvia si sono cimentati con questo esercizio: ecco come l’hanno svolto.

Le 5W – scrivi un articolo per un quotidiano a larga diffusione usando queste informazioni

Chi? – Il parroco di un paese del territorio di Lecco
Che cosa? –  È stato minacciato da due bravacci
Quando? – Nella serata di ieri
Dove? – Lungo il sentiero che lo portava a casa
Perché? – Per impedire il matrimonio di due giovani
Come? –  Lo aspettavano a un bivio.

Questo matrimonio non s’ha da fare

Lecco, bravi in azione: matrimonio a rischio

di Enrico Galletti

LECCO – Atto intimidatorio nei confronti del parroco, e il paese si riempie di mistero. “Passeggiavo per la città – riferisce uno dei testimoni presenti al momento dell’accaduto – quando ho notato la presenza di due ragazzi dall’aria sospetta che, tentando di camuffarsi la tra folla, hanno avvicinato l’amato parroco lecchese, minacciandolo ripetutamente per cause a noi ignote”.

È il classico copione, con una variante che lo rende però unico: niente denaro e niente ricatti; stando a ciò che l’uomo coinvolto ha riferito, infatti, dietro al gesto che si è consumato ieri in pieno centro, sembrerebbe nascondersi l’impedimento del matrimonio tra due giovani del paese. Gli ‘sfortunati promessi sposi’, a questo proposito, si dicono negativamente sorpresi e amareggiati. Sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine locali, che tenteranno di rivelare una volta per tutte l’identità dei ‘malviventi annulla matrimoni’ che, tra i discorsi degli abitanti del paese in questione, stanno registrando il tutto esaurito.

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Questo matrimonio non s’ha da fare- II

di Filippo Fappanni

“Se qualcuno ha qualcosa in contrario a questo matrimonio lo dica adesso o taccia per sempre” sarebbe stato il metodo più opportuno. Eppure, un noto imprenditore di Lecco ha scelto il metodo più cruento, arrivando a minacciare addirittura il sacerdote incaricato del matrimonio della figlia.

Le minacce, delegate a due bravacci già identificati dai carabinieri, sono arrivate a Don Abbondio Rossi, nella tarda serata di venerdì. I due aguzzini avrebbero attero la vittima ad un bivio lungo una stradina di campagna del comune lecchese di Paesate e, armati di spranga, avrebbero minacciato l’ecclesiastico: o il matrimonio o la pelle. Il prete è subito corso dai carabinieri e ha poi avvertito la diretta interessata, che ha a sua volta denunciato il padre come mandante. “il suo fidanzato è un delinquente” si sarebbe giustificato l’uomo. Ora il testimone passa alla procura che ha già avviato il processo. Minacce il reato ipotizzato.

Nel frattempo, il padre resta rinchiuso nel carcere adiacente alla chiesa di Sant’Agostino dove i due giovani si sono già sposati. Il padre così ha solo potuto vedere la figlia raggiungere da sola l’altare e il suo sposo, al quale sono già pervenute minacce di morte imminente.

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Non s’ha da fare, né ora né mai

di Alessia Bianchi

Quando la sera del 10 marzo scorso don Abbondio, il parroco di un piccolo paese in provincia di Lecco, intraprese la strada che l’avrebbe condotto a casa non si aspettava certo di vedere quello che ha visto.

Il signor Abbondio sta camminando verso casa ascoltando le tracce dei canti per la messa della domenica successiva sul suo lettore mp3 quando, giunto alla biforcazione che lo conduce alla sua dimora, vede sulla strada due uomini armati. “Ho capito chi li aveva mandati non appena li ho visti” racconta il parroco che afferma di aver riconosciuto il tatuaggio distintivo sul braccio di entrambi i malintenzionati. “Mi hanno minacciato, hanno fatto serie minacce di morte e mi hanno intimato di non fare… una cosa.”

Gli occhi ancora spaventati del parroco tentennano alla scomoda domanda. “Noi facciamo quello che ci viene chiesto di fare, non vogliamo fare del male a nessuno.” Ciò che i due delinquenti volevano dal curato era che si rifiutasse di celebrare il matrimonio tra due giovani della sua parrocchia. Una richiesta insolita, ma pur sempre una richiesta proveniente dal noto boss della malavita che spadroneggia nella zona lecchese; una proposta che non si può rifiutare. L’incombenza ha pesato sulle spalle di don Abbondio per giorni prima che il curato, pressato dalle insistenti richieste del giovane promesso sposo Lorenzo Tramaglino, non si è deciso a raccontare tutto alle autorità. E per fortuna: o su questa storia si sarebbe potuto scrivere un libro.

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Bravi contro il matrimonio

di Giulia Scappi

“Non ci sono più i mestieri di una volta.” Chi pensava che un giorno si sarebbe potuto dire anche per il mestiere del parroco?

Certamente non il curato di un paese nei pressi di Lecco che aveva ben altro a cui pensare: le nozze di due giovani.

Di sicuro non avrebbe mai e poi mai accettato di celebrare il loro matrimonio se avesse saputo cosa lo avrebbe aspettato; dopo tutto, chi avrebbe corso il rischio di ritrovarsi immischiati nelle faccende di due bravacci? Certamente non lui.

Ma ecco come si sono svolti i fatti: ieri sera, dopo il colloquio con la giovane coppia, il parroco stava tornando verso casa, quando, arrivato a un bivio, ha incontrato i due bravi.

“Non riuscivo a capire cosa potessero volere da me” spiega il curato “non sono particolarmente ricco e non ficco il naso dove non dovrei, quindi la loro visita mi ha davvero lasciato perplesso”.

Ma la cosa più strana è stata la richiesta dei due malfattori: impedire il matrimonio dei due giovani sposi.

Fortunatamente la faccenda si è risolta senza feriti: i due bravi sono stati arrestati, il parroco è tornato alla sua routine quotidiana e gli sposi sono convolati a nozze.

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 Minacciato il parroco di un paesino lecchese

di Silvia Lanfredi

Odorava ancora d’incenso quando è stato avvicinato da due bravacci.

Il soggetto in questione è don Abbondio, parroco di una frazione di Lecco. Stava tornando a casa quando due giovani sulla trentina l’hanno avvicinato al bivio vicino all’oratorio, l’hanno portato in un fuoristrada nero con i finestrini oscurati dove è rimasto per una buona mezz’ora. “Uscito dalla macchina, il don era bianco come un lenzuolo” dice un testimone che passava in quel momento. La governante del curato afferma la dichiarazione del testimone: “È arrivato a casa talmente pallido e preoccupato che per poco non sveniva”.

La donna, preoccupata per il prete, si è fatta raccontare l’accaduto, scoprendo che il parroco era stato minacciato da due trentenni per non celebrare il matrimonio di due giovani del paese. La signora ha così chiamato subito la polizia per denunciarne l’episodio.

Adesso sono stati emessi due mandati d’arresto con l’accusa di minacce per i due, che sono ricercati in tutta la provincia di Lecco. I due giovani promessi sposi sono rimasti esterrefatti dall’accaduto. Il matrimonio, che si sarebbe dovuto celebrare oggi, non ha avuto luogo. Si spera che i due siano arrestati al più presto, affinché i giovani amanti possano sposarsi.

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COMMENTO

I ragazzi sono alle prime armi  e l’esercizio andava svolto in 25 minuti, dal cluster alla stesura finale. Hanno lavorato molto bene. Trovo il risultato soddisfacente sia sul piano del contenuto sia su quello della forma, e nella scrittura le due cose non sono separabili. Andiamo ora nel dettaglio.

Titoli – vanno tutti abbastanza bene: su una testata a larga diffusione potrebbero tutti attirare l’attenzione. Il titolo proposto da Silvia è quello più verosimile. Qualunque sia la vostra scelta, va sostenuta da un catenaccio e/o da un occhiello, come ha fatto Enrico: scelto il titolo evocativo (con il rimando a Manzoni) poi sostiene la lettura con qualche dettaglio più concreto.

Lead – tutti hanno capito l’importanza dell’attacco o lead: deve essere relativamente breve, ma soprattutto essere incisivo. Molto incalzante quello di Enrico: 13 parole appena, due frasi coordinate chiuse con la parola “mistero” (che evoca esplicitamente la suspense), punto. E poi subito la citazione del testimone. Bello!! Di buona qualità anche quello di Filippo, anche se, tuttavia, il ritmo musicale zoppica un po’. Guarda con queste piccole modifiche:

“Se qualcuno ha qualcosa in contrario a questo matrimonio lo dica adesso o taccia per sempre”.

“Se qualcuno è contrario a questo matrimonio, parli ora o taccia per sempre”.

Anche quello di Silvia è un attacco giornalistico, ma la seconda frase perde mordente: andava mantenuto lo stile anche lì.

Corpo del testo – Tutti molto belli, anche se qualcuno tende ancora più al racconto breve, che all’articolo di giornale. Ci vuole tempo per mettere a fuoco le differenze di stile, di registro linguistico e per passare da uno all’altro con comodità.

Ottimi tutti gli elementi connotativi: il giorno (venerdì..), l’ora (in tarda serata), le descrizioni dei bravi (sulla trentina, con i tatuaggi).

Attenzione alle parole usate: “dimora” non lo troverete spesso (a meno che non stiate leggendo una rivista di arredamento di ville storiche).

Chiusura – Bene tutti; qualcuno anche con una strizzata d’occhi al Manzoni; comunque, con uno stile sintetico e incisivo. Bravi, bravi, bravi.

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