Parolegagliarde Il blog senza peli sulla lingua

Come scrivere un articolo di giornale

Gennaio 6, 2014

Foto: Unsplash

Questa settimana comincio due laboratori di scrittura giornalistica in due licei: il Manin a Cremona e il San Luigi a Bologna. In una serie di appuntamenti faremo insieme alcune riflessioni sulle tecniche più efficaci per comporre un articolo, che serva per il notiziario scolastico o per l’esame di maturità. O anche solo perché è divertente esplorare diversi tipi e stili di scrittura.

Certamente, scrivere un articolo è solo l’ultimo passaggio di un lavoro molto approfondito. La prima cosa da fare è avere le idee chiare prima di scrivere è necessario.

La notizia innanzitutto

Sembra banale ma non lo è. I più dotati le fiutano da lontano, ma anche loro sanno che non potrebbero scrivere nulla senza le loro fonti. Quindi, studiale bene. Se stai facendo una simulazione, studia il materiale a disposizione; se devi scrivere un articolo per il notiziario di istituto, recupera materiale, intervista e fai foto. Poi valuta quali sono le cose più importanti fra quello che hai a disposizione e scopri i nessi. (Nelle simulazioni scolastiche, spesso le fonti si contraddicono fra loro, altre invece si rafforzano. Scopri come si relazionano fra loro e come si incastrano).

Pensa al lettore

Pensa a chi legge con rispetto e non dare nulla per scontato. Che tipo è? Cosa gli interessa? Quanti anni ha? Cosa gli piace sapere? Perché dovrebbe ascoltare la storia che hai da raccontare? È un lettore specializzato o generalista? Queste domande ti aiuteranno a scegliere lo stile e il tono di voce più adatto per dare la notizia.

Il cluster e la scaletta

La prima stesura la devi buttare giù col cuore e poi la riscrivi con la testa. Il concetto chiave dello scrivere è scrivere, non è pensare. Pesta su quei tasti per la miseria!

Sono questi i consigli che William Forrester dà al giovane protagonista di Scoprendo Forrester (un film cult).

Lascia libera la creatività e prepara il tuo cluster: segna su un foglio tutte le idee che ti vengono in mente, senza nessuna censura. Le cose inutili le toglierai più avanti. Fai un bel respiro e appunta tutto quello che ti viene in mente, come si fa con il brainstorming. Poi da’ un ordine di importanza alle cose che vuoi raccontare e ai brani (o alle persone) che intendi citare.

La regola delle 5W

Sì lo so, non è una novità! Però è una regola che non ha ancora smesso di funzionare, quindi, fidati: per scrivere bene una notizia, ricordati che un articolo di cronaca deve rispondere alle domande chiave Who: chi? What: cosa? When: quando? Where: dove? Why: perché? Il tuo lavoro di giornalista comincia dalla ricerca di questi particolari che sono il cuore della notizia e che vanno inseriti in attacco (detto anche lead).

L’attacco

You never have a second chance to make a first impression. Non hai una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Un attacco è come un sms a una fidanzata o a un fidanzato, deve dire molto in poco spazio. Metti molta cura nello scrivere il lead: è un concentrato di informazione in poche righe. Ci sono diversi modi per farlo e con l’esercizio ciascuno trova il proprio. Ricordati però che nell’attacco, cioè nel primo paragrafo di un articolo, devono essere contenuti in sintesi tutti gli elementi principali della notizia. Cura la sintesi: elimina ogni parola superflua finché non ottieni poche righe semplici, essenziali ma coinvolgenti, non piatte né sciatte. Scritto l’attacco, vai a capo. È qui che comincia il lavoro vero e proprio sul corpo dell’articolo.

Ora il corpo

Dopo aver conquistato l’attenzione del tuo lettore, costruisci il testo seguendo le indicazioni appuntate nel cluster. Inizialmente lascia scorrere la mano senza preoccuparti di correttezza formale, sintattica o ortografica. Scrivi e basta. Solo quando hai finito, dopo un momento per riossigenarti, riprendi in mano il tuo pezzo e controlla da capo: i blocchetti logici filano? Ci sono salti? Manca qualcosa? L’ortografia? Cura ogni dettaglio.

Poi la fine

È il momento del congedo, dei saluti; se qualcuno ha letto quello che hai scritto fino in fondo vuol dire che l’ha apprezzato. Perciò metti una cura particolare nell’ultimo paragrafo, con una frase di senso compiuto, non necessariamente a effetto ma comunque degna di nota. È l’idea di te che chi legge si terrà con sé, in attesa del prossimo pezzo. E una cosa tieni sempre bene a mente: divertiti!

Una prova?

Puoi fare una prova: in questo blog trovi alcuni articoli che ho scritto per Vanity Fair; li trovi tutti selezionando la categoria “Vanity Fair” dall’elenco qui a destra. Scegline un paio a caso e leggili con attenzione, rintracciando le varie parti (il lead, il corpo, la chiusura); cerca la tecnica, tra le parole. Poi, se vuoi, lasciami un commento.

Pubblica il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *