You never have a second chance

Scritto il 7 Aprile 2015

to make the first impression…

Non c’è una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Ma quando ci troviamo a parlare davanti a una platea, capita che la voce ci abbandoni.

Quante canzoni (più o meno intonati) riuscite a cantare di seguito? E per quanto tempo riuscite a parlare senza interruzioni? Una canzone riusciamo a cantarla tutti, così come tutti possiamo parlare. Molti meno, invece, riescono a cantare più canzoni di seguito o a parlare per lungo tempo senza avere mal di gola e voce roca. È quello che succede a cantanti o conferenzieri improvvisati, che si ritrovano afoni nel giro poco, se nonostante i primi sintomi di disagio continuano a cantare o a parlare.

Questo accade perché in entrambi i casi le corde vocali subiscono sollecitazioni troppo forti. I cantanti si allenano a lungo per poter cantare per ore senza danni, senza sforzo e con una voce sempre gradevole.

Alcune tecniche usate per i loro allenamenti sono efficaci anche per chi deve parlare in pubblico perché aiutano a calibrare la tensione delle corde vocali che tende a essere eccessiva in situazioni di stress, portando la persona a parlare con voce sgradevole e in qualche caso a compromettere l’efficacia comunicativa del suo messaggio.

Respirare e modellare

Quando occorre usare la voce a lungo senza forzare per non danneggiarla, il meccanismo istintivo di fonazione non è più sufficiente. Può essere utile allora imparare a sfruttare casse di risonanza che abbiamo a disposizione, come se fossimo uno strumento musicale a corda. Per fare questo è necessario imparare a fare due cose:

  1. sostenere un flusso d’aria continuo in espirazione dai polmoni, mentre si parla. Per questo è fondamentale controllare la respirazione e i muscoli coinvolti (diaframma e muscoli addominali) e tenere la cassa toracica più possibile aperta, per espandere al massimo i polmoni;
  2. imparare a modellare gola, palato, lingua e labbra per mantenere la risonanza mentre si sta parlando.

Curare la vibrazione

La zona fra le labbra, il naso e seni paranasali è chiamata “maschera”, ed è un’area di risonanza: la cassa armonica in cui la nostra voce prende corpo e volume. È il punto in cui la voce va a sbattere quando la tiriamo fuori e la proiettiamo in avanti. Una giusta miscela di risonanza orale e di parziale risonanza nasale dà origine alla vibrazione di maschera, che dà forza e vitalità alla voce ma che non deve essere troppo accentuata altrimenti la voce risulterà stridula.

Esistono esercizi che aiutano a collocare la voce in maschera in modo da ottenere una risonanza ben bilanciata e omogenea, senza fare fatica. Si tratta di vocalizzi che usano suoni agevolatori, che favoriscono, cioè, l’emissione del suono in maschera; si tratta di suoni naturalmente nasali, come M N GN che favoriscono l’emissione vocale rilassata, diminuiscono lo sforzo laringeo e migliorano l’emissione grazie al supporto del fiato. Se vuoi metterti alla prova, clicca qui e segui i consigli della formica.