Mammografiamoci

Scritto il 6 Giugno 2014

Spesso i soldi pubblici vengono spesi male, come abbiamo visto nel caso della campagna del Ministero della salute “Pane, amore e sanità”.

Che i soldi sono finiti anche per investimeni modesti è un dato di cui occorre tener conto. Purché non diventi un alibi.

Un bell’esempio l’ha offerto il Comune di Segrate che nel 2011 uscì con questa campagna per sostenere l’attività di prevenzione del tumore al seno attraverso lo screening alla mammella. Lo screening gratuito è previsto dal sistema sanitario nazionale e prevede una serie di analisi di controllo per le donne che abbiano più di 50 anni.  A Segrate, però, grazie alla collaborazione dell’istituto San Raffaele (che a Segrate si trova, appunto), le donne residenti possono sottoporsi gratuitamente allo screening a partire dai 40 anni di età. Il primo esame da fare è la mammografia.

Svariati elementi molto efficaci caratterizzano la campagna realizzata dal settore comunicazione del Comune di Segrate.

  • Lo slogan, innanzitutto. Mammografiamoci è un claim facile: attira l’attenzione perché è un neologismo, è facile da ricordare e soprattutto unisce, raggruppa: con quell’indice referenziale “NOI”, infatti, comprende tutte le donne.
  • L’immagine è coerente con il messaggio: un gruppo di giovani donne fra i 40 e i 49 anni, spogliate di vestiti e metaforicamente anche della paura di sottoporsi al test.
  • La riconoscibilità: non solo “donne spogliate di vestiti e paure” ma anche donne riconoscibili.  Con un guizzo di ingegno della dirigente del settore comunicazione Paola Malcangio e con una certa dose di coraggio delle colleghe che si sono prestate all’iniziative, infatti, la campagna è stata realizzata con alcune dipendenti comunali, che per un giorno hanno posato come modelle professioniste.  E in un comune di poco più di 33 mila abitanti, le facce di ciascuna di loro era un viso noto.

La campagna è stata un grande successo, come ha confermato – dati alla mano – lo stesso istituto San Raffaele. Certamente lo è stato per Gabriella Stella, una delle dipendenti del Comune ritratte nella foto: grazie all’iniziativa, infatti, ha scoperto di avere un carcinoma al seno in tempo utile per sottoporsi a intervento ed essere salvata, come lei stessa racconta in questa intervista.

Il costo dell’investimento? Il parrucchiere per la messa in piega delle modelle.

La creatività non accetta alibi. 😉