Cosa vedi?

Scritto il 18 Ottobre 2013

11 settembre 2001, ore 8.46: un aereo di linea dirottato si schianta sulla Torre Nord del World Trade Center a New York. Alle 9.03, un altro aereo colpisce la Torre Sud. La Torre Sud brucia per un’ora e due minuti prima di crollare. Quella Nord resisterà 23 minuti di più.
L’11 settembre è al momento il più importante evento politico e culturale del XXI secolo, che ha scatenato numerosissimi dibattiti. Uno, poco noto, mi ha sempre incuriosito: quanti eventi esattamente ebbero luogo al WTC di New York quella mattina?

Uno solo, si potrebbe rispondere: come colpi sparati da una sola mano con una sola pistola, gli attentati erano parte di un unico piano, architettato da un singolo uomo, con un solo obiettivo; colpendo un unico complesso, conosciuto con unico nome, un unico disegno architettonico e un solo proprietario.
Oppure si potrebbe dire che furono due. Le torri Sud e Nord erano due insiemi distinti di acciaio e vetro, separate da uno spazio, furono colpite in due momenti diversi, da due aerei diversi e crollarono in momenti diversi. Questo video rende la duplicità indubbia: mentre un torre è colpita e brucia (evento passato), l’altra sta per esserlo (evento futuro).

Che importa?
Ora, che importanza può avere sapere se fu un solo evento o due quello che accadde quella mattina di settembre? Tre miliardi e mezzo di dollari è la risposta. Quella era la somma in ballo in una serie di vertenze giudiziarie volta a stabilire quanto le assicurazioni dovevano a Silverstein, il proprietario del WTC, che aveva stipulato polizze per un massimo di quell’importo  “per ogni evento distruttivo”. Se l’11 settembre era stato un solo evento, dunque, egli doveva ricevere 3,5 miliardi. Se erano stati due eventi, doveva riceverne 7. Naturalmente gli avvocati di Silverstein sostenevano che si è trattato di due eventi, quelli delle assicurazioni, di uno solo.

Siamo come cataloghiamo
Una risposta “giusta”, vera e univoca, non c’è. Questo perché il modo con cui viene interpretata la realtà non dipende dalla natura della realtà, ma dalle rappresentazioni mentali che ciascuno di noi si crea nella testa. Lo svolgersi dei fatti di quel mattino dell’11 settembre può essere pensato come uno o due eventi a seconda di come lo descriviamo mentalmente a noi stessi, che dipende di volta in volta da cosa vogliamo mettere in risalto e cosa ignorare. E la capacità di catalogare gli eventi in un modo o in un altro non è solo ragione per finire in tribunale, ma anche la fonte della ricchezza della vita intellettuale umana.